VICKS SINEX 0,05% SPRAY NASALE SOLUZIONE
- Principio attivo: ossimetazolina cloridrato 0,0500% p/v. 1 ml di soluzione contiene 0,5 mg di ossimetazolina cloridrato. - 1 nebulizzazione di 45 microlitri contiene 22,5 microgrammi di ossimetazolina cloridrato. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
Acido citrico monoidrato, sodio citrato, glicerolo 85%, acqua depurata.
Decongestionante della mucosa nasale, specie in caso di raffreddore.
Posologia Adulti e bambini oltre i 12 anni: 1-2 spruzzi per narice ogni 8 - 12 ore, salvo diversa indicazione del medico. Modo di somministrazione La nebulizzazione si ottiene per mezzo della pressione delle dita sui bordi del beccuccio. Al primo utilizzo, prima di inserire il beccuccio dello spray nella narice rimuovere il tappo protettivo, mantenere il flacone con il beccuccio verso l’alto lontano dal viso e premere 7 volte fino ad ottenere una nebulizzazione uniforme. Quindi inserire il beccuccio dello spray nella narice e premere una sola volta. Dopo l’uso, pulire il beccuccio e riposizionare il tappo protettivo. Non utilizzare in posizione supina. Dopo un periodo di inutilizzo di almeno 4 settimane e prima dell’uso azionare l’erogatore 2 volte fino ad ottenere una nebulizzazione uniforme, quindi procedere secondo le istruzioni d’uso.
Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.
Impiegare con cautela in gravidanza, nei pazienti anziani (per il pericolo di ritenzione urinaria), nei pazienti con diabete mellito, nei pazienti affetti da feocromocitoma e nei pazienti con angina. Impiegare con cautela anche nei pazienti con angina e diabete. Se i sintomi persistono si deve considerare una rivalutazione clinica, in ogni caso, il trattamento non deve essere protratto per oltre 4 giorni consecutivi per evitare un effetto rebound e fenomeni di rinite indotti dal farmaco. Attenersi con scrupolo alle dosi consigliate. L’ingestione accidentale può provocare sedazione spiccata. Non deve essere usato oralmente. Evitare il contatto del liquido con gli occhi. L’uso protratto e il sovradosaggio deve essere evitato. L’uso protratto dei vasocostrittori può alterare la normale funzione della mucosa del naso e dei seni paranasali, inducendo anche assuefazione al farmaco. Ripetere le applicazioni per lunghi periodi può risultare dannoso. L’uso, specie se prolungato, dei prodotti topici può dare luogo a fenomeni di sensibilizzazione; in tal caso è necessario interrompere il trattamento e istituire una terapia idonea. L’efficacia dei farmaci decongestionanti nasali può essere ridotta (tachifilassi) con l’uso a lungo termine in caso di sovradosaggio. Ciò può condurre all’utilizzo di dose più alte o più frequente fino ad un uso continuo. Se si dovesse verificare un uso prolungato o un sovradossaggio, il trattamento deve essere sospeso immediatamente. L’uso protratto può causare congestione nasale dovuta ad iperemia della mucosa nasale (effetto rebound) e rigonfiamento cronico della mucosa nasale (rinite medicamentosa) cosi come atrofia della mucosa o rinite secca.
Esiste la possibilità di interazioni con effetto ipertensivo tra ammine simpaticomimetiche come l’ossimetazolina con gli inibitori delle monoamminossidasi (IMAO) dovuti alla loro attività cardiovascolare. Questo prodotto non deve essere utilizzato durante l’uso o nelle due settimane successive a trattamento con farmaci anti-MAO (vedere paragrafo 4.3). L’ossimetazolina potrebbe ridurre l’efficacia dei farmaci beta-bloccanti, metil dopa o altri farmaci antipertensivi. Potrebbero verificarsi fenomeni di ipertensione e di aritmie quando gli antidepressivi triciclici vengono somministrati con farmaci simpaticomimetici come l’ossimetazolina. Può verificarsi un aumento della tossicità cardiovascolare quando i farmaci simpaticomimetici vengono somministrati in concomitanza di farmaci antiparchinsoniani come le bromocriptine.
Il sovradosaggio può verificarsi dopo somministrazione per via nasale o assunzione accidentale per via orale. Il quadro clinico derivante da un’intossicazione da derivati imidazolici può non essere chiaro per l’alternanza di episodi di iperattività con episodi di depressione del sistema nervoso centrale, del sistema cardiovascolare e polmonare. Sintomi I sintomi dovuti ad un moderato o acuto sovradosaggio possono includere midriasi, nausea, cianosi, febbre, tachicardia, aritmie cardiache, palpitazioni, ipertensione, dispnea, arresto cardiaco, fotofobia, cefalea, intensa oppressione toracica, sudorazione, agitazione,, vomito, disordini psichici, sonnolenza, pallore, miosi, ipotensione shock-like, convulsioni, coma e, nei bambini, grave depressione del Sistema Nervoso Centrale con sintomi come la diminuzione della temperatura corporea, bradicardia, ipotensione, apnea e perdita di coscienza che richiedono l’adozione di adeguate misure d’urgenza. Trattamento Il trattamento deve essere sintomatico. Nei casi più seri è richiesta intubazione e respirazione artificiale. Il trattamento in unità di terapia intensiva è indicato nel caso di un grave sovradosaggio. La somministrazione di carbone medicato (adsorbente), sodio solfato (lassativo) o lavanda gastrica (in caso di assunzione di una grande quantità) deve essere eseguita immediatamente, considerando il rapido assorbimento dell’ossimetazolina. Un agente alfa-bloccante non selettivo può essere utilizzato come antidoto. Se necessario, prendere misure per abbassare la temperatura corporea, iniziare una terapia anticonvulsivante e respirazione artificiale. L’utilizzo di agenti vasopressori è controindicato.
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Non ci sono studi sull’uso del prodotto durante la gravidanza e l’allattamento. Usare con cautela in caso di gravidanza e allattamento. La somministrazione deve essere presa in considerazione solo se il beneficio atteso per la madre supera il rischio per il bambino e solo dietro raccomandazione del medico.